Cronaca. Castellammare, appalto rifiuti: senza targhe e senza “m” i mezzi della nuova ditta. Operai costretti a “cambiarsi” all’aperto

I locali messi a disposizione degli operai stabiesi, da utilizzare come spogliatoi, risulterebbero pochi ed inadeguati. Operai costretti a mettere gli abiti da lavoro al freddo ed al gelo

1 febbraio 2017
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A solo un giorno di “servizio” su Castellammare di Stabia e già si può stabilire che la gestione del servizio di igiene urbana è partito con il piede sbagliato.

Nonostante le preoccupazioni dei giorni scorsi da parte dei lavoratori, la notte scorsa gli operai che prendevano servizio hanno dovuto cambiarsi all’aperto: non c’era disponibilità dei locali per poter mettersi gli abiti da lavoro e prendere servizio regolarmente.

E’ bene chiarire che nonostante le difficoltà, il servizio alla città è stato assicurato, ma viste le premesse non si prospetta un prosieguo sereno del servizio. Stando ad alcune indiscrezioni, la Am Tecnology (raggruppamento di imprese che ha vinto la gara quinquennale nella città delle acque,ndr) avrebbe messo a disposizione degli operai del cantiere di Castellammare solo un prefabbricato che dovrebbe servire come spogliatoio per gli operai.

E’ anche vero che la ditta non ha in disponibilità lo stabilimento di via Napoli, locali ex Multiservizi, perché all’asta. Ma questa era cosa nota. Infatti, il curatore fallimentare della defunta Multiservizi, ne chiedeva il rilascio alle precedenti ditte già da tempo, in modo da poter espletare quanto prima l’asta di vendita.

Oltre allo spostamento fino a Sant’Antonio Abate, sede della Am Tecnology, gli operai quindi si trovano a dover fare i conti con la mancanza o insufficienza di locali idonei, ma non è l’unica pecca.

Nel prendere servizio a Castellammare, la ditta ha potuto mettere su strada i nuovi mezzi comprati dal Comune con fondi regionali ed affidatigli, ma purtroppo hanno dimenticato un particolare molto importante: montare le targhe posteriori ai mezzi. Come si vede in foto, il mezzo ripreso è privo della targa necessaria per la circolazione su strada, e secondo proprio il Codice della Strada, un veicolo non potrebbe circolare senza. Dimenticanza.

Altra dimenticanza è proprio sul nome: come evidenziato da metropolis nei giorni scorsi, e da altre testate nei mesi addietro, non è difficile incappare in “menomazioni” del nome della città delle acque. A volte con 3 “M”, alcune volte con una “B” in più, questa volta hanno ben pensato di togliere una “M”, gli sembrava di troppo. Eppure è la città che ha pagato circa 900 mila euro per quei mezzi, e non è per niente giusto che chi ha prodotto gli adesivi per i mezzi della nettezza urbana, o chi li ha ritirati, o comunque chi doveva controllare, non ha guardato per bene cosa è stato prodotto con i soldi pubblici.

Tornando alle questioni dei lavoratori, le organizzazioni sindacali attendono ora un incontro con amministrazione e ditta, per cercare di risolvere questi problemi quanto prima.

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