Cronaca. I pali a “Fontana del Re” erano autorizzati dal Comune: caccia al “colpevole”

Il pool che è intervenuto sul posto questa mattina per verificare lo stato dei luoghi, alla vista dell'autorizzazione firmata dai responsabili dell'ufficio tecnico comunale sono rimasti a bocca aperta. Disposto l'immediato ripristino dello stato dei luoghi

27 dicembre 2016
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Pali dell’ Enel a “Fontana del Re”, erano autorizzati.

Questa mattina, a seguito delle lamentele e foto postate sui vari social da molti cittadini per denunciare lo “scempio”, l’ennesimo che si stava perpetrando ai danni di una delle bellezze antiche di Castellammare, il Sindaco Antonio Pannullo con l’Assessore Giuseppe Rubino e gli agenti della Municipale, sezione Ambientale, si sono recati sul posto a verificare.

L’Assessore Rubino ha chiesto spiegazioni all’ufficio Tecnico, e sul posto sono giunti anche i responsabili, nonché firmatari dell’autorizzazione. Si, autorizzazione. Dopo un rapido controllo dei documenti in possesso degli uffici competenti di Palazzo Sant’Anna, è stato appurato, con non poca meraviglia di tutti, che l’Enel era stata autorizzata dai tecnici comunali per compiere quello scempio.

Non proprio “autorizzare quello scempio”, ma i tecnici del comune hanno autorizzato dei lavori che contenevano anche l’installazione di pali dell’Enel  su “Fontana del Re”.  In effetti quando il “pool” intervenuto sul posto ha chiesto all’ingegnere Giovanni Angellotto,  responsabile e firmatario dell’autorizzazione, di portarsi sul posto ed accompagnarsi al fascicolo di richiesta da parte della società elettrica, aprendo “le carte” sono rimasti tutti a bocca aperta.

L’ingegnere del Comune aveva autorizzato tutto, ma forse non aveva inquadrato bene dove si doveva installare, o forse era stata fatta una richiesta “fuorviante” e vaga. Il dato certo è che i pali a “Fontana del Re” erano autorizzati.

Subito si è innescato il meccanismo del blocco lavori e ripristino, tant’è che , raggiunto il magistrato al telefono, lo stesso ha disposto alla società elettrica l’immediato rispristino dello stato dei luoghi. Vale a dire, che immediatamente hanno dovuto smontare i pali e risistemare la pavimentazione rotta.

Ora, la domanda che in molti ci poniamo: «Ma i tecnici quando hanno firmato, hanno valutato accuratamente la pratica?» Sembrerebbe di no, però confidiamo ora nel lavoro della magistratura e dell’Assessore Rubino che certamente non lasceranno il caso irrisolto.

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