Cronaca. E’ stabiese l’hacker più ricercato d’Europa.

Falso made in Castellammare

7 dicembre 2016
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E’ stabiese l’hacker più ricercato d’Europa

Si tratta di Carmine Guerriero, residente nel quartiere popolare Moscarella, un vero e proprio “genio” di internet. Una operazione condotta dalle polizie di mezza Europa e che in contemporanea si è svolta in Italia, Germania, Olanda, Svezia, Spagna, Austria e Lituania. L’indagine, partita dalla Procura di Torre Annunziata, ha visto impegnata anche l’Europol. Carmine Guerriero aveva messo su una vera e propria rete di vendita di banconote e documenti falsi.

Alle prime luci dell’alba, la Guardia di Finanza della sezione Valutaria di Napoli ha messo la parola fine alla “holding” del falso made in Castellammare. Secondo gli inquirenti, Guerriero, contava sull’aiuto della famiglia. In arresto, ai domiciliari, la sorella la madre ed una cugina, mentre per un’altra sorella, minore, si è dovuto procedere a parte. Rapporti intessuti in tutta Europa. Clienti per le banconote false da ogni paese: Olanda, Lituania, Francia, Svezia, perfino dalla “rigidissima” Germania contattavano lo stabiese per acquistare banconote false.

Il sistema messo in piedi era molto ben articolato. Alle donne del gruppo spettava preparare le spedizioni e ritirare i “pacchi” in arrivo. Poi c’era Guerriero che, attraverso una vasta rete di carte di credito clonate e documenti falsi, immetteva in rete le banconote false tramite il “Deep Web”, una sottorete occulta di internet dove è possibile trovare di tutto, dalle armi alla droga, perfino alla prostituzione. Guerriero si limitava però alla vendita di banconote false, e già per il fatto di essere un “inserzionista” del Deep Web metteva come un marchio di serietà alle sue inserzioni, e tramite una rete ben articolata di ordini, spedizioni e pagamenti, serviva i suoi “clienti” in tutta Europa. Il sistema di pagamento era super sicuro: accettava BitCoin, in rari casi trasferimenti di denaro tramite i Money Transfer.

Otto le persone finite agli arresti. Per Carmine Guerriero si sono apertele porte del carcere di Poggioreale. Lo stesso per Salvatore Caldarelli, residente a Terzigno, per il quale però il capo di imputazione è di commercio di marche da bollo false. Tra le otto persone c’è un fuggitivo: Vincenzo Fontanella. Al momento del blitz, il Fontanella, è risultato irreperibile. Sul suo capo pende un’accusa di falsificazione di documenti, associazione per delinquere e truffa. Infatti, il Fontanella, assieme al Guerriero, avrebbe fornito alcuni extracomunitari di permessi di soggiorno falsi. Nella mattinata di domani ci sarà l’udienza di convalida degli arresti. Per Guerriero, i due avvocati, i noti penalisti stabiesi Olga Coda e Carmine Iovino, sono pronti a chiedere la misura degli arresti domiciliari.

Noto in tutta Europa, e pare addirittura attenzionato dalle polizie di mezzo mondo, Carmine Guerriero non è nuovo a reati informatici. Secondo gli esperti del G.A.T. della Guardia di Finanza, Guerriero è tra i cyber-pirati più temuti del globo, addirittura si paventa la sua appartenenza al gruppo di pirati informatici Anonymous. Festa finita per ora, per la Holding di commercializzazione di banconote false in salsa stabiese e totalmente “Home Made”, ma gli investigatori non escludono risvolti e colpi di scena nei prossimi giorni.

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