Politica. Lo “strano” caso della raccolta indumenti usati

I consiglieri del M5s hanno protocollato un'interrogazione consiliare sulla questione della regolamentazione delle affissioni pubblicitarie sui cassonetti per la raccolta

21 dicembre 2016
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In città, a Castellammare di Stabia, i cittadini ormai si sono abituati a vedere i cassonetti per la raccolta degli indumenti usati. Negli ultimi periodi addirittura gli stessi sono usati come “tabelloni pubblicitari”.

A quanto sembra però, pare che la ditta proprietaria dei contenitori non abbia nessuna autorizzazione ad utilizzarli anche come veicoli pubblicitari.  Prima di approfondire il discorso “pubblicitario”, però, vale la pena fare un rapido excursus sulla storia di questi cassonetti.

Furono installati qualche anno fa per la prima volta, ma la ditta che li mise non ebbe il riscontro sperato. Infatti, all’epoca, in città non si faceva la raccolta differenziata e c’erano ancora i cassonetti per i rifiuti, e quelli per la raccolta di indumenti, nella maggior parte dei casi venivano utilizzati per la raccolta rifiuti. Furono tolti.

In epoca successiva poi, sotto l’amministrazione Cuomo, furono re installati, ma con funzionalità diversa. La raccolta di indumenti usati sarebbe dovuta servire per abbattere la tassa dei rifiuti pagata dai cittadini. Così non è stato. Oltre a non avere la funzionalità primaria quindi, diventano però oggetto di guadagno e di lucro per i proprietari. Secondo le informazioni in nostro possesso, la ditta che ha installato i contenitori di colore arancione, cioè quelli utilizzati anche come tabelloni pubblicitari, non ha nessuna autorizzazione a tale utilizzo, e pare che addirittura non paghi nemmeno alcuna tassa di affissione.

E’ bene ribadire però, entrando nello specifico, che ci sono due tipi di contenitori: alcuni di colore giallo ed alcuni di colore arancione. Quelli di colore giallo, stando a “voci di popolo”, farebbero capo ad un consigliere comunale, mentre quelli di colore arancione farebbero capo ad altro consigliere comunale. Ma la questione è altra: come mai non viene regolarizzata l’affissione?

Su questa questione anche i consiglieri del M5s non hanno visione ben chiara, tanto da protocollare un’interrogazione consiliare proprio per capire come viene regolamentata la gestione degli spazi, e visto che proprio su questi cassonetti si ritrovano i manifesti delle iniziative del comune.

 

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