Politica. Salvatore Vozza: «Certezza e chiarezza per i lavori in villa»

9 febbraio 2017
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DETERMINAZIONE N° 115 DEL 22.12.2016

OGGETTO: Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di riqualificazione waterfront tratto Banchina Zì Catiello – Hotel Miramare, sulla base del progetto definitivo POR FESR 2007-2013 obiettivo operativo 6.1. Approvazione lavori complementari e finanziamento a valere sui fondi comunali.

Premesso

L’appalto è disciplinato, ancora oggi, dal D. Lgs 12 aprile 2006 n.163 in quanto attivato in vigenza di esso.

Il richiamato art. 57, comma 5 del 163/06 è rubricato sotto il titolo “Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara” e, per la parte applicabile ai lavori – lett. a) testualmente recita:

a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale né nel contratto iniziale, che, a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari all’esecuzione dell’opera o del servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale, purché aggiudicati all’operatore economico che presta tale servizio o esegue tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:

 a.1) tali lavori o servizi complementari non possono essere separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante, ovvero pur essendo separabili dall’esecuzione del contratto iniziale, sono strettamente necessari al suo perfezionamento;

 a.2) il valore complessivo stimato dei contratti aggiudicati per lavori o servizi complementari non supera il cinquanta per cento dell’importo del contratto iniziale;

 Pertanto tale articolo risulta applicabile anche all’appalto in questione ed è possibile attivare una procedura negoziata senza bando con affidamento all’esecutore di un contratto principale mediante nuovo contratto (indipendente dal contratto principale ed ad esso collegato per la sola parte relativa al richiamo di legge che rende legittimo il ricorso alla procedura), sempreché ne ricorrano tutti i suoi presupposti. 

Il nuovo Codice, proprio per contenere gli abusi nell’utilizzo di tale procedura, è stato significativamente trasformato prevedendo eventuali lavori o servizi analoghi progettati e quantizzati già in progetto iniziale:non si tratta più di lavori complementari ma analoghi.

 Considerazioni 

          Dalla premessa è implicito che sia possibile, in linea di principio, un intervento per un appalto in corso, ovviamente se bandito prima del nuovo Codice, nel rispetto delle condizioni come dette.Sempre per quanto sopra detto, mentre oggi è obbligatorio, con il vecchio Codice non solo era possibile ma anzi era indispensabile che si trattasse di lavori imprevisti ,pertanto non vi era alcuna necessità in merito.

​​Il RUP non puntualizza e richiama alcun atto (nota del direttore dei lavori, comunicazioni dell’impresa, verbali congiunti,…) da cui emerga ufficialmente la necessità di esecuzione di lavori complementari pertanto gli stessi “spuntano”, sempre secondo quanto dichiarato dal RUP nella relazione istruttoria della determinazione n.115, solo il 9 maggio 2016 quale intervento al punto 19 del Piano triennale approvato con Det. Comm. con poteri di CC.

Da quanto riportato in relazione istruttoria sono previsti “sottoservizi finalizzati all’alimentazione elettrica di iniziative dell’Amministrazione Comunale da installarsi sull’arenile prospiciente la Villa Comunale, nonché della revisione dell’impianto fognario di smaltimento delle acque piovane con più idonei dispositivi di raccolta e convogliamento.” Tali motivazioni non dichiarano nulla in merito alla futura installazione di chioschi o altro se non generiche “iniziative dell’Amministrazione Comunale”. Occorre però rilevare che il progetto approvato nel PT riporta come titolo “Opere complementari Water front Villa comunale – Realizzazione sotto-servizi per installazione pedane sull’arenile. Sarebbe interessante, pertanto, vedere il documento preliminare alla progettazione di questo progetto e capire cosa sono le pedane sull’arenile.

 ​ Nel Consiglio Comunale del 28 dicembre abbiamo già avuto modo di evidenziare che il Programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019, approvato con delibere di G.M. n°37 del 30/9/2016 e n°66 del 1/12/2066, è stato redatto secondo modalità superate, ossia come un mero elenco e la semplice indicazione di: oggetto, importo relativo alla singola annualità, fonte di finanziamento e settore di riferimento. 

Nel piano triennale allegato al bilancio, dunque, non vi è traccia di quanto previsto obbligatoriamente dalla legge e si rinviene una mera generica ​​attestazione che rimanda a non meglio precisati ed individuati documenti agli “atti d’ufficio”, senza pertanto richiamare alcun atto deliberativo di approvazione degli stessi.

 La determinazione prodotta non è accettabile ed è illegittima in quanto:

 − prescinde completamente dalla  circostanza di imprevedibilità dell’evento stesso (la necessità di affrontare lavori complementari) relativamente al progetto di base in se. Vale a dire che anche senza i lavori complementari il tutto si concluderebbe secondo il progetto approvatol’intervento, pertanto,   ( sottoservizi) non può essere affatto considerato come “circostanza imprevista” ma opera a se stante e, quindi, soggetta a gara secondo il nuovo codice dei contratti;

 − ed infatti i lavori non possono in alcun caso essere considerati imprevisti essendo stati inclusi, per stessa ammissione formalizzata del RUP, in un PT approvato in data 9 maggio 2016quindi ben noti alla stazione appaltante;

 − i lavori indicati nella determinazione n.115/16 non coincidono con quelli indicati nella declaratoria del progetto richiamato di PT in quanto se fossero opere correlate all’installazione di pedane sull’arenile non si capisce come queste ultime si correlino alle reti di smaltimento acque piovane dei calpestii della villa comunale. Peraltro l’importo dell’impianto fognario dovrebbe essere di gran lunga prevalente sulla sottocanalizzazione di una non meglio precisata rete elettrica utile all’allaccio di non meglio precisate utenze sull’arenile. Ribadisco la domanda: esiste un progetto di installazioni temporanee sull’arenile?;

 − l’importo necessario all’esecuzione dei lavori viene attinto non più dalla “Devoluzione economie mutui certificati parte di €. 1.283.406,00 – Nota Uff. Tecn. prot.20386/2014” come indicato in PT bensì da “somma già stabilita al capitolo 2446/1 dal Piano Triennale OOPP 2016-2018 e non utilizzata per lavori alla scuola Postiglione.” la qual cosa richiede al minimo la variazione al piano triennale ed al programma annuale;

 − Il RUP nel definire gli interventi necessari dichiara che verrà eseguita la “revisione dell’impianto fognario di smaltimento delle acque piovane con più idonei dispositivi di raccolta e convogliamento” la qual cosa lascia intravedere solo due possibilità:

1) l’impianto di smaltimento delle acque bianche non era stato previsto (o adeguatamente previsto) in progetto, pertanto trattasi di errore progettuale che inficia la funzionalità dell’opera stessa e ,in questo caso, il tutto ricadrebbe in ambito di variante per errore progettuale ed è quindi di competenza e rilevanza dell’ambito PIU EUROPA;

2) o in alternativa, se l’impianto è stato correttamente previsto, non si evince lo scomputo delle differenze tra la miglioria da apportare e l’impianto di progetto. In questa seconda ipotesi si configura al minimo il danno erariale, in quanto in un confronto concorrenziale pubblico altri partecipanti avrebbero potuto offrire un ribasso più elevato rispetto a quello dell’appalto principale in corso;

 − La determinazione è inoltre carente sotto il profilo della completezza dei richiami procedurali, ossia degli estremi di tutti gli atti determinativi e propedeutici attestanti l’insorgere delle necessità che ne hanno causato l’evidenza ed i conseguenti atti autorizzativi alla effettiva necessità alla conseguente redazione del progetto da parte della ditta esecutrice del contratto principale

 Pertanto:

 a) Il ricorso al comma 5 dell’art.57 del D. Lgs 12 aprile 2006 n.163 è illegittimo in quanto carente della imprescindibile connotazione di “imprevedibilità” della circostanza in quanto

1. gli impianti di smaltimento della acque bianche non possono essere imprevisti (altrimenti ricorrerebbe comunque il caso dell’errore progettuale)

oppure, 

2. se intesi come miglioramenti, non è possibile attivare la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando per un affidamento di oltre € 40.000 che necessita di essere attivato con le procedure del nuovo codice ai sensi dell’art.36, comma 2, lett. c) del D. Lgs 18 aprile 2016 n.50 nonché in osservanza delle Linee Guida n. 4 – Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi   di operatori economici (G.U. n. 274 del 23 novembre 2016).

 b) Non è possibile il semplice trasferimento di fondi da altra opera del programma triennale mediante semplice determinazione senza apportare le dovute modifiche al PT con relative approvazioni autorizzative.

 c) Anche la sola parte di predisposizione di impianti elettrici, ove la si volesse ricondurre alle opere di costruzione di pedane sull’arenile (cosa mai richiamata nella determinazione n.115, necessiterebbe di almeno un progetto preliminare delle pedane stesse per non rendere inefficaci o eccessivi gli interventi a farsi.

 Per quanto sopra esposto , ove non si realizzasse con immediatezza, dopo il lavoro svolto in questa Commissione Consiliare, un ripensamento ovvero una precisazione esaustiva e conferente attestante la liceità di quanto operato, non possa che configurarsi l’obbligo di deferimento della procedura all’ANAC ed al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza individuato dall’Ente ai sensi dell’art.1, comma 7 della legge 6 novembre 2012 n.190 per valutazioni di competenza

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